9/1/2024

Espandere i confini dell’agricoltura digitale: l’esperienza di Nicola Franco in xFarm Technologies Iberia

Valentina Dalla Villa
Communication & Event Specialist

Nicola, come sei arrivato in xFarm Technologies?

Sono originario di Vicenza ma vivo in Spagna da circa 15 anni, a Barcellona. In questi ultimi 15 anni ho diretto filiali di aziende internazionali nell’area iberica, prevalentemente nell'ambito della meccanizzazione agricola, ovvero costruttori di macchine agricole o trattori. Da più di un anno sono entrato in xFarm Technologies con l'obiettivo di aprire la prima filiale internazionale e di ricoprire il ruolo di responsabile di filiale. Non avevo praticamente nessuna esperienza in ambito digital, ma nel momento in cui ho conosciuto i soci fondatori non è stato ritenuto escludente e ha contato molto la mia esperienza commerciale e di management.  

Le operazioni sono cominciate nel gennaio 2022 e a maggio abbiamo aperto ufficialmente la legal entity. Abbiamo cominciato a cercare di replicare il successo che ha avuto xFarm Technologies in Italia, prestando attenzione alle piccole e grandi differenze che ci sono a livello di mercato. La responsabilità della filiale riguarda i mercati di Spagna, Portogallo e Centro-Sud America. In Brasile, abbiamo André Pessina, un collega italo brasiliano, che dirige le operazioni da San Paolo.

Qual è la priorità numero uno del tuo team?

La responsabilità principale è quella di dimostrare che xFarm Technologies non sia una realtà esclusivamente italiana, dobbiamo mostrare che il progetto è assolutamente esportabile. Nei confronti del mercato e degli investitori è critico il fatto di rendere xFarm Technologies un progetto internazionale: rispondo direttamente al CEO Matteo Vanotti per quanto concerne questo aspetto.

Come ti sei formato?

L’internazionalizzazione ha fatto parte del mio percorso di studi con le borse di studio Erasmus (Olanda) e Leonardo (Spagna), mentre studiavo Scienze Politiche Internazionali a Padova. Poi ho continuato a formarmi qui in Spagna conseguendo, durante la mia prima esperienza lavorativa, un MBA presso la ESERP Business & Law School e recentemente seguendo un corso di specializzazione in Direzione Generale con la IESE Business School di Barcellona. A livello professionale mi sono specializzato nell'apertura di nuovi mercati e filiali nel territorio della penisola iberica.

Quali sono le sfide o le difficoltà principali nell’approcciare un nuovo mercato?

La sfida più importante è quella di riparametrare il modello di business originale che c'è in Italia tenendo conto delle differenze dovute al nuovo mercato locale. Una sfumatura che sembra insignificante, a livello locale può essere un fattore determinante per il successo di un progetto. Fondamentale diventa quindi interpretare correttamente il mercato e soprattutto offrire un servizio post vendita all'altezza e segmentato per canale/tipologia di cliente. Vendere è “facile” quasi dappertutto, se si ha un ottimo prodotto, però poi quello che fa la differenza è la capacità di gestire le difficoltà che possono sorgere dopo la vendita. Per xFarm Technologies, una realtà molto esposta a livello di social e media, direi che è ancora più importante riuscire a dare risposta in caso di problematiche e dimostrare che siamo presenti in maniera organica e concreta, proponendo innovazione continua.

Inoltre, la Spagna sarà tra i primi paesi a livello di Unione Europea a rendere obbligatorio il quaderno di campagna digitale, che dovrà essere integrato con il Ministero dell’Agricoltura. La grande difficoltà tecnica è recepire tutte le esigenze che derivano dagli input del Ministero, che ha creato una piattaforma e un gruppo di lavoro misto pubblico-privato dove noi come xFarm Technologies siamo presenti. Questo requisito sta rivoluzionando l'agricoltura digitale, perché obbligherà tutti gli Agricoltori ad essere integrati. L’obiettivo che abbiamo sia il livello di prodotto che a livello commerciale è che il quaderno di campagna digitale scelto dagli agricoltori sia quello di xFarm.

Com’è strutturato l’ambiente lavorativo?

Abbiamo una sede operativa, il Tag di Barcellona. La Spagna è un territorio vastissimo rispetto all’Italia, dunque, per il momento, abbiamo scelto di creare un tema di lavoro delocalizzato nelle principali aree agricole. Internamente ci incontriamo abbastanza spesso, almeno una volta al mese ci vediamo a Barcellona. Nel quotidiano ci sentiamo tramite call e siamo sempre in contatto con la casa madre. Su base mensile e trimestrale c'è l'occasione di tornare a Milano o Lugano per allineamenti interni sul roll-out del progetto. Ovviamente poi, essendo una compagnia digitale, si sfruttano moltissimo le videoconferenze, però la forma ibrida credo sia la soluzione migliore per essere efficienti.

C’è un aspetto del tuo lavoro che apprezzi particolarmente?

La parte più interessante per me, anche a livello professionale, è la possibilità di parlare a 360 gradi con il mercato: farmer, produttore, industria agroalimentare, costruttore di macchine agricole, istituti bancari, associazioni di categoria. Per tutti abbiamo una soluzione. Questo aspetto è veramente potente, ed è qualcosa che finora non avevo mai sperimentato. Aiuta molto a livello di networking sia personale che professionale.

Uno più sfidante o difficile?

Sicuramente la pressione dei colleghi giovanissimi e preparatissimi che fa sentire il fiato sul collo, ma che è anche estremamente motivante. xFarm Technologies non può più essere considerata una startup, ormai siamo una digital company, però lo spirito rimane quello di mantenere l’asticella alta con i ritmi di una startup.

A livello di competitors, la Spagna è il terzo paese a livello mondiale dopo Stati Uniti e India come numero di startup, dunque è una bella sfida confrontarsi con realtà presenti sul territorio da molto più tempo di noi.

Un luogo strano dal quale ti è capitato di lavorare?

L’auto è diventata oramai un secondo ufficio: capita spesso di viaggiare per visitare clienti e quindi di parcheggiare l’auto e trasformarla in una centrale operativa per la videochiamata di turno...il vantaggio? quella di usufruire di una vista esterna sempre differente.  

Nonostante il prodotto sia digitale, c’è molto bisogno di instaurare un contatto in presenza per trasmettere tutte le potenzialità delle soluzioni che offriamo. Proponendo innovazione, è fondamentale essere allineati con le differenti aspettative degli stakeholders coinvolti in ciascun progetto di digitalizzazione.  

Cosa vedi nel futuro di xFarm Technologies Iberia?

La visione di futuro che abbiamo è quella di essere una realtà capace di creare un impatto concreto nel mercato e nella società per il beneficio di tutte le parti interessate: in tutto il settore AgriFood esiste una necessità imperante di soluzioni digitali in grado di aumentare sia  l’efficienza nella produzione degli agricoltori, sia la sostenibilità del settore, tutelando al contempo  la biodiversità. Una sfida aperta a 360 gradi che xFarm Technologies vuole affrontare assieme a tutti i suoi partners!  

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